L’obiettivo è promuovere una riflessione profonda e affidabile sulla sicurezza in città e portare un contributo concreto di idee e strumenti innovativi che, partendo dai giovani, rafforzino la sicurezza in città.
Si intitola “Busto sicura – La città che vogliamo” il progetto che in quest’annata scolastica coinvolgerà tutti i 200 studenti iscritti a The International Academy, la realtà liceale quadriennale bilingue che rappresenta un fiore all’occhiello di ACOF Olga Fiorini. Le attività sono condotte in sinergia con l’assessorato alla Sicurezza del Comune di Busto Arsizio, in particolare con il suo comando di Polizia Locale.
L’aspetto più rivoluzionario del progetto è che, oltre a tenere lezioni e a svolgere analisi, i ragazzi del Liceo internazionale e del Liceo scientifico PLUS predisporranno anche una serie di attività per incidere concretamente sul tessuto sociale, provando a diminuire le minacce e il senso del pericolo.
Si partirà con la diffusione di un questionario rivolto a tutti i ragazzi delle scuole cittadine – dalla seconda media all’ultimo anno di superiori – per capire da loro quali siano i luoghi in cui riscontrano motivi di insicurezza, che sia reale o solo percepita, che si tratti di baby gang, risse, spaccio o violenze in generale. Questi dati, incrociati con quelli desunti dagli episodi realmente accaduti che hanno riempito le pagine di cronaca nera nell’ultimo periodo, serviranno a mettere a punto una mappatura digitale di Busto Arsizio, utile a impostare azioni di prevenzione e contrasto elaborate in base alle aspettative dei giovani.
Ma l’ambizione di The International Academy è anche un’altra e si concretizzerà in primavera, a chiusura del percorso. In quel momento verrà messa a punto e presentata una App per cellulari aperta a tutta la cittadinanza, che servirà a raccogliere in tempo reale segnalazioni di pericoli o reati. Un apposito QR code – diffuso in numerosi luoghi pubblici per renderlo accessibile al maggior numero di persone – faciliterà la diffusione dell’opportunità e permetterà a chiunque di mettere in evidenza luoghi e situazioni critiche, secondo una logica di condivisione che potrà accendere i riflettori e stimolare interventi.
«Questo progetto nasce dall’idea che la voce dei giovani sia importante per intercettare i problemi», spiega Monica Gorrasi, referente di educazione civica per l’Academy. «Non volevamo limitarci a degli incontri di approfondimento, ma stimolare azioni concrete, in cui gli studenti possano mettersi in gioco».
Per la preside Laura Papini, «anche in questa occasione la nostra scuola sottolinea l’importanza di rendere i giovani protagonisti di attività di cittadinanza attiva, prendendo in mano la loro città e il loro futuro, all’insegna di una qualità della vita e del loro benessere che possa migliorare sensibilmente».
Mauro e Cinzia Ghisellini, direttori di ACOF, sono orgogliosi di questo progetto: «È l’ennesima dimostrazione di come la nostra scuola voglia essere moderna, innovativa e presente nel mondo reale».
Le iniziative di “Busto sicura – La città che vogliamo” sono iniziate con l’insediamento dei tavoli di lavoro tematici a cui, oltre a dirigenti e docenti dell’Academy e ad alcuni ragazzi componenti il team organizzativo, hanno preso parte il comandante della polizia locale Stefano Lanna e gli esperti di criminologia Davide Mantovan, Simona Tozzi, Cristiano Chiti e Antonio Lotito. Va definendosi il calendario di appuntamenti che gli specialisti terranno nella Sala Tramogge dei Molini Marzoli: si partirà con la presentazione ufficiale del progetto (10 novembre), seguita da una lezione su prevenzione e percezione della sicurezza (24 novembre), un incontro di protezione civile e gestione delle emergenze (15 dicembre), un approfondimento su bullismo e cyberbullismo (febbraio) e uno zoom sulle devianze giovanili (marzo). Nel frattempo, proseguirà la mappatura digitale del territorio, fino a creare l’applicazione interattiva per i telefonini, pensata per dare una spinta decisa verso il sogno di una Busto Arsizio più sicura.







